Dal 21 aprile torna la festa del Carciofo di Paestum Igp

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Con la primavera inoltrata comincia a infittirsi il calendario di eventi gastronomici. Uno di questi ha come protagonista un prodotto di stagione tra i più apprezzati e salutari, che rappresenta un’eccellenza del nostro territorio. Stiamo parlando della festa del Carciofo di Paestum Igp, in programma nell’Area Espositiva “Piazza Borgo Gromola” a Capaccio-Paestum (Sa) dal 21 al 25 aprile e dal 28 aprile al 1° maggio 2018. A organizzare l’evento è l’associazione culturale “Il Tempio di Hera Argiva”, coadiuvata dal Consorzio di Tutela del Carciofo di Paestum IGP e dalla O.P. Terra Orti. L’inaugurazione si terrà sabato 21 aprile alle 19,30 e la festa sarà aperta tutte le sere e anche a pranzo nei giorni 22, 25 e 29 aprile e 1° maggio.

La manifestazione rientra nella campagna promozionale 2018 del Carciofo di Paestum Igp, uno dei prodotti più rinomati dell’ortofrutticola campana. Anche detto “Tondo di Paestum” dal nome dell’ecotipo locale da cui deriva, ascrivibile al gruppo genetico dei carciofi di tipo Romanesco, il Carciofo di Paestum è un ortaggio che si caratterizza per l’aspetto rotondeggiante dei suoi capolini, la sua elevata compattezza e l’assenza di spine nelle brattee. Altra peculiarità è la precocità della sua maturazione, che gli consente di essere sul mercato molto prima degli altri carciofi di tipo Romanesco. Il clima fresco e piovoso che, nel periodo di produzione (febbraio-maggio), caratterizza la Piana del Sele, conferisce al prodotto le tipiche e apprezzate qualità di tenerezza e delicatezza.

Le radici della sua coltivazione vengono fatte risalire al tempo dei Borboni, il cui ufficio statistico già nel 1811 segnalava la presenza di carciofi nelle zone di Evoli, l’attuale Eboli, e Capaccio. Le prime coltivazioni specializzate di carciofo sono state realizzate da agricoltori del napoletano, che impiantarono “carducci” di loro ecotipi proprio nelle zone adiacenti ai Templi di Paestum. Ma la vera diffusione del carciofo nella valle del Sele è legata alle vaste opere di bonifica e di profonda trasformazione agraria apportate dalla riforma fondiaria (1929-30).

In occasione della festa del Carciofo Igp, il prodotto verrà declinato in tantissime versioni, tra le quali spiccano i carciofi arrostiti, preparati a centinaia alla volta su spettacoli strutture di metallo a carboni. Ecco gli altri piatti a base di carciofi: carciofi dorati e fritti, penne con carciofi e speck, risotto con carciofi e speck, caciocavallo impiccato con crema di carciofi, carciofi ripieni al sugo, pizza con carciofi. Saranno disponibili anche altre pietanze alternative.

Oltre che per le degustazioni, ci sarà spazio per momenti di riflessione sui temi dell’alimentazione, ad esempio sull’apporto nutrizionale e organolettico del carciofo nella Dieta mediterranea. E ancora, saranno ospiti numerose band musicali: i Settebocche il 21 aprile e il 1° maggio, i Tammorrasia il 22 e il 28 aprile, gli Antiqua Saxa il 23 aprile, I Briganti e i Bottari degli Alburni il 24 aprile, I Rittantico il 25 e il 30 aprile, I Malamente il 29 aprile. Inoltre ci sarà l’assegnazione di un premio con borsa di studio per l’innovazione in cucina applicata al carciofo, vinto da uno studente dell’Istituto Alberghiero di Gromola per quello che nella prossima edizione diventerà un concorso nazionale.

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